Tuesday, 21 May 2013

Brutto tempo d'Estate
O almeno di fine Maggio.

Il rifugio nella volgarità è degno del codardo che sono. Mi appello alla vostra capacità di ridere delle scemenze. Dopo l'ultima bruttissima striscia dell'Egoista e questa sarebbe facile saltare a facili conclusioni. L'ultima striscia è risultata così brutta da suscitare commenti indignati e risposte "sbagliate" ,almeno da parte mia, che, invece di risultare ironiche o spiritose come avrebbero voluto essere, sono riuscite solo a farmi sembrare più stronzo di quello che sono. E sono parecchio stronzo. 
Mi spiace il giusto ma non un unghia di più. Alla fine da parte mia sarebbe bastato pubblicare qualcosa di divertente invece di tirare li quella cosetta interlocutoria per niente divertente. Comunque, dicevo: sarebbe facile pensare che le idee siano già finite. Non è completamente vero, al momento ho quasi il problema opposto, l'imminente abbandono da parte mia di Via Notari (n11) e necessario trasloco è uno spunto eccellente per dare una svolta alla striscia che, dopo un inizio promettente, si era andata a nascondere fin troppo presto in schemi stra-abusati e triti. Non che la cosa sia sbagliata in se. Come principiante autodidatta  pigro ho soltanto da imparare comunque. Però non era già più quello che avrei voluto che fosse. E le difficoltà che sto incontrando del dare forma a un buono spunto lo dimostrano. 

Sunday, 19 May 2013


Buongiorno onanistissimi lettori di questa rubrica domenicale, e bentornati a Sotto la Calzamaglia.
Solitamente, dopo un noiosissimo sabato in una città di provincia in cui il mio unico divertimento è stato contare tutte le ragazze con collant a fiori come a scimmiottare la copertina di Blues Funeral di Mark Lanegan (erano tre in totale), beh,  come dire, l’unica cosa che avrei voglia di fare è intraprendere un viaggio verso mete esotiche e frequentatissime.
Invece no, sono qui anche oggi a sollazzarvi come ogni (quasi) domenica con la storia di un supereroe casuale ripescato nella mia memoria infantile da adultolescente.
Nella fattispecie oggi parleremo di Iron Fist.

Al contrario di quello che si possa pensare, Daniel Rand, non era un appassionato di strane pratiche sessuali, né tanto meno di film scadenti di RZA.
Daniel Rand era semplicemente il rampollo di Wendell Rand, ricco business-man americano, che, dopo la morte dei suoi genitori per mano di un rivale del padre, carico di vendetta si recò nella favolosa città di K’un Lun per imparare le arti marziali. 
Lì uccise il drago Shou-Lau, ottenendo così il “Pugno D’Acciaio” che lo rese fortissimo, in pratica come Van Damme, ma più figo e meno sbruffone.
“Che storia originale!” vi sento già ironizzare.
Oh che volete, erano gli anni ’70, all’epoca andavano di moda quelle cagate ricolme di kung fu e mazzate di morte tra Cagariso e Yenkees.
Per fortuna la Marvel se n’è resa conto dopo un po’ e lo ha fatto scomparire a metà degli anni ottanta, salvo apparizioni sporadiche e senza senso.
Ma, colpo di scena, nel 2006 Iron Fist viene riportato in auge, come sostituto di Devil (aka, il supereroe più figo di tutti i tempi®), mentre Matt Murdock è impegnato a schivare saponette nei bagni della prigione cercando di convincere tutti di non essere lui il vigilante cornuto (e mazziato).
Non solo non sfigura come Devil, ma si schiera, durante Civil War, con la fazione più fica e rivoluzionaria, quella di Capitan America, e si fa pure arrestare e deportare nella zona negativa per difendere il buon nome del diavolo rosso.
Ergo, grande rispetto per Daniel “Denny” Rand e lunga vita a Iron Fist!

Saturday, 18 May 2013

Friday, 17 May 2013


Com'è che dite? Venerdì 17? Insomma, sarà proprio il caso che vi decidiate se rompere il cazzo per un venerdì 13 o per un venerdì 17.
Messe da parte queste annose questioni che sicuramente infiammano la rete sociale, c'è da fare i conti, anche questa settimana, con le tre posizioni della classifica meno entusiasmante del social network ma che anche l'angolo del nerd ci invidia e che, solita fregiarsi dell'epiteto di Lo Stronzo della Settimana, a questo giro chiamerò a mio completo e totale capriccione come Voglio dire la mia sul negro.
Premessa di diritto. Avrete sicuramente sentito della vicenda del garzone del lattaio il cui nome ricorda vagamente quei simpatici e-reader con cui vi piace tanto farvi vedere nei mezzi pubblici. Ma si, quel simpaticone che nel milanese una bella mattina ha deciso di prendere a picconate sulla testa ignari passanti e di porto il cane fuori che lo piscio. Una di quelle cose che certo riempiono il già ricco paniere dei "vedi perché non vengo a milano per lavoro?" che l'emigrante che invece ci abita si sente dire abitudinariamente.
Ebbene. Dal composto silenzio del parliamone ma non parliamone si ergono:
al terzo posto il che ve lo dico a fare eurodeputato (sì, mica bracciante agricolo. Euro-de-pu-ta-to) Mario Borghezio, che tutte le volte mi fa sussultare sulla seggiola come un ruttino post gingerino per poi farmi esplodere in un "ma non eri morto?" Il buon Mario ci tiene davvero a farci sapere la sua puntando il dito su "la sinistra ipocrita che dagli altri scranni delle isituzioni pontifica contro i Centri per gli immigrati" Gli scranni, Mario? Gli scranni? Cos'è, un'eccessiva dose di trono di spade ti ha aristocraticizzato la favella? Torna a Tre cuori in affitto, forse è meglio per tutti;
Borghezio mentre mostra l'ultima otturazione in pasta d'acciughe

al secondo posto il va beh sei l'avvocato difensore di Sauron che cazzo ci potevamo aspettare da te Piero Longo, già deputato del pdl e ci state anche larghi. Il caro Longo, tanto per fomentare l'allarmismo che si respira nelle strade del capoluogo lombardo, si rimbocca le papille gustative e chiosa un "Basta sparare alle gambe per farlo smettere di dare picconate alla gente. Se non si fosse fermato avrei sparato di nuovo alle gambe, e poi addosso. Con chi credete di parlare? Non mi sarei andato a nascondere da qualche parte"
Peccato, Pierino, che la maggior parte di quei poveracci la picconata in testa l'abbia ricevuta quando era di spalle, incapace anche solo di pensare a difendersi. Ma di sicuro, da forzuto principe del foro quale tu sei, tu saresti stato capace di tirar fuori la pistola dalla fondina anche con un trauma cranico in corso e la domanda sul perché il marciapiede fosse così vicino e sporco del tuo sangue.
Bravo Longo, cchiù pilo e P38 per tutti. E' decisamente la risposta;
Piero Longo mentre rifiuta garbatamente una sfogliatella speck-tonno-crema Chantilly

al primo posto l'emblema del questa proprio non l'ho capita e qualcuno per favore me la spieghi arriva da un post di Beppe Grillo. Il riccioluto genovese spiazza tutti e pirandellianamente si dimanda "Quanti sono i Kabobo d'Italia? Centinaia? Migliaia? Dove vivono? Non lo sa nessuno." La rete si divide. L'integralismo emmecinquestellino da una parte contro il complottismo antigrillino dell'oggi hai dei rendezvous nel miglior nord leghista, a paraculo! Se ne parli male, purché se ne parli.
Bei tempi quando le picconate le dava solo Cossiga.
Alla prossima settimana!

Thursday, 16 May 2013


Vignetta interlocutoria (lo ammetto) per dar voce a un vecchio dubbio. 

Wednesday, 15 May 2013


Finalmente qualche comodità in redazione! Lo zio Injenier M., infatti, in un atto di magnanimità, mi ha acquistato online un bel cuscino per riposare il capo, e me l'ha dato tutto ridacchiante, e con fare circospetto e cospiratorio. Scopri tu stesso perché!, mi ha ammonito. Ed io, aperto il pacco, ho trovato questo:
Un po' poco come scherzo, zietto, ho pensato. Poi mi sono imbattuto in questa notizia, e ho capito.
Dormo sui seni di Angelina Jolie, quegli stessi seni che i figli naturali di lei e Brad Pitt (che tutti speriamo non si voglia asportare le palle per il rischio di tumori anche lì) hanno dovuto lottare per ottenere, per la forte concorrenza di decine e decine di cambogiani adottivi. Io invece ci posso poggiare ogni sera la testa, e godermeli, alla faccia vostra.
Grazie, zio!
E v'è andata bene,
S.

Sunday, 12 May 2013


Buongiorno miei ciccionissimi lettori domenicali, e bentornati alla rubrica preferita dagli aitanti pescatori  norvegesi di tonno qualità pinne gialle a mani nude (i pescatori, non il tonno): la Nouvelle Couisine di Idiosincrasia Alterata.
Oggi, per la festa della mamma, nonostante la nostra incapacità e inettitudine nel fare dolci, proporremo una gustosa ricetta che farà leccare i baffi non solo alla vostra trascurata genetrice, ma anche alla vostra nonnina paffutella(si, proprio lei, quella con quei bei peli ispidi sul mento): la mousse di cioccolato.

Innanzitutto per un ottima mousse avrete bisogno del miglior cioccolato fondente possibile.
“Andremo in Svizzera, allora!”, vi sento già esclamare prepotenti.
E invece col cazzo: ultimamente il malefico Injenier M ci ha tagliato il budget, quindi siamo costretti a utilizzare il cioccolato di merda qualità infima venduto da Franchina, il mini market in fondo alla strada, un misto tra un pakistano poco fornito e uno spacciatore di sigarette.
Ecco, già che ci siete comprate pure delle uova stantie e del burro di dubbia provenienza. Non preoccupatevi se Guidolfo, il commesso pelosissimo, ci sternutisce sopra: darà al tutto un gusto più sfizioso.
Bene, ora recatevi mestamente nella vostra modesta abitazione, quella dove siete costretti a vivere dopo che vostra moglie vi ha lasciato in seguito al taglio del budget,  e, usando una casseruola in ghisa, fondete il cioccolato a bagnomaria. Poi, visto che proprio non avete voglia di far dolci senza quel minimo di avventura che contraddistingueva questa rubrica, buttate in una pentola le uova, il burro, e dello zucchero se ce l’avete, sennò è uguale. Frullate e aggiungete il cioccolato.
Toh, fatto.
“E com’è che viene la mousse alla fine?” vi starete già chiedendo, ingordi saputelli.
Avete ragione, mi ero dimenticato: andate da Fulvio, il cane areofagico della vostra vicina pettegola, vedrete come renderà più spumeggiante la vostra cioccolata!
Alla fine servire il tutto freddo.

PS: firmate la petizione per far si che l’Injenier M ci fornisca nuovamente di un budget decente. Saremo più costanti, lo promettiamo. Il capocuoco ha tre figli da mantenere, uno è pure negro di colore!
La preghiamo M, faremo i bravi.